La
probabile origine romana del paese sembra avvalorata
dal ritrovamento (nel 1906) di un sarcofago
contenente i resti della giovane "Lupulia",
patrizia germanica andata in sposa ad un cittadino
romano.
Sui
resti di tale sarcofago fu, infatti, rinvenuto
un frammento epigrafico recante
la scritta:
"L.V.
PULIAE. INGENUAE ........ ex
PROVINC.GERM. super (?) quae vixit
ANN. XXV.M.XI.D.XII.SE........
NEGOTIATOR.CONIUGI bene merenti fecit"
Antiche
mappe catastali con strade che costeggiavano
il torrente Molgora testimoniano che l'abitato
esisteva già nell' anno 852.
Con un decreto del 15 Luglio
1375 Gian Galeazzo Visconti estendeva la podestà
di Milano per un raggio di dieci miglia intorno
alla città, si legge: "Il plebe
de Gorgonzola sunt infrascripta loca, quae
sunt de juresdictione ipsius potestatis. Locu
de Bussero".
In seguito il paese venne compreso
nel contado di Melzo ed ebbe come signori
o Marliani (1412), i Cotta (1441), gli Stampa
(1524), i Triulzio (1531) ed infine nel 1778
i Creppi.
Un' illustre busserese del
passato, già citato da Bonvesin da
la Riva nel suo "De magalibus Mediolani"
fù Goffredo da Bussero che nel 1145
fondò l'ospedale di S. Barnaba in Brolo
a Milano, divenuto poi l'Ospedale Maggiore.
Originario del luogo era anche
il grande cronista milanese Gotifredo da Bussero
che sul finire del XIII secolo scrisse il
"Liber Notitiae Sanctorum Mediolani",
preziosa ed autorevole fonte per la ricostruzione
della storia della Diocesi Ambrosiana. BUSSERO OGGI In
centro al paese numerosi interventi di restauro
hanno ripristinato la forma originaria degli
edifici, conservando l'impianto dell'antico
borgo rurale con case ad andamento longitudinale,
vie strette e tortuose sulle quali si aprono
i portoni d'accesso ai vecchi cortili.
Nell'ultimo trentennio il paese
ha avuto un forte sviluppo urbanistico, in
particolare verso sud, collegando il centro
abitato alla metropolitana.
Oggi Bussero conta circa 8000
abitanti.
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